Rifiuti e….serci?

Chi mi conosce sà che non sono particolarmente amante dei moltissimi monumenti che abbiamo sul nostro suolo (a volte per scherno degli appassionati mi piace definirli “serci”….sassi in romanaccio), anche se ne capisco l’altissimo valore culturale.
PERO’…quando avviene un qualche scempio mi sento “derubato” anche io.
INOLTRE….quando lo scempio avviene sia sui monumenti che sull’ambiente mi sento ancor più “derubato”.
Mi spiego e arrivo al dunque…
Oggi ho letto su un quotidiano free-press un piccolo trafiletto dal titolo “La Valle in pericolo” con una foto della Valle dei Templi di Agrigento. L’articolo conteneva anche un indirizzo web presso cui informarsi…ovviamente preso dalla curiosità e dai dubbi sono andato subito a visitarlo. Il sito in questione è : Patrimoniosos.it (cliccando trovate la notizia), che comunque riporto:

APPELLO: LA VALLE DEI TEMPLI MUORE
Messaggio di Comitato Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento

Il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato la VIA (valutazione di impatto ambientale) per la costruzione di un rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi a Porto Empedocle sotto la casa natale di Luigi Pirandello e al confine con la Valle dei Templi di Agrigento.

LA VALLE DEI TEMPLI MUORE

All’ultimo appello lanciato per salvarla, Franco Frattini, vice presidente della Commissione Europea, mi ha risposto con una un’altra mail in automatico. Ciò ha il sapore della beffa.
L’Europa tace, Rutelli e Pecoraro Scanio fuggono dalle loro responsabilità.
Francesco Bandarin, direttore del World Heritage Centre di Parigi, nasconde la testa nella sabbia.
Tacciano inoltre la stampa internazionale (l’Economist) e le istituzioni internazionali di Archeologia (l’Istituto Germanico di archeologia), che pure avevano assicurato il loro intervento.
Andrea Camilleri, il più acclamato scrittore di Porto Empedocle ha dato il proprio avallo al rigassificatore.
LA VALLE DEI TEMPLI MUORE, perché è stata abbondanata da tutti.
Rivolgo un ultimo disperato appello al mondo accademico perché faccia sentire la sua voce (se vuole e se può).
L’ignominia derivante dalla costruzione dell’ecomostro dell’Enel ricadrebbe tutta sul mondo della cosiddetta cultura italiana e internazionale.

Io, sono sincero, non ho quasi più parole per commentare quel che siamo capaci di fare in Italia, ma rovinare una zona archeologica perdipiù per costruire un’opera inutile e dannosa per una bella fetta di cittadini Italiani (quelli informati, che vorrebbero la totale raccolta differenziata!)….beh….come ho detto non ho più parole….dubbi si però!
I commenti sono a disposizione per i vostri pensieri…..

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~ di Starbearer su 21 aprile, 2008.

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